Digitale: Analisi Senza Peli sulla Lingua del Dentista Scettico

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radiologia digitale e analogicaA volte ripenso alla pazienza che avevo da ragazzino quando scattavo le mie foto da un rullino 36 della mia Olympus. Erano gli anni novanta e ogni esposizione andava centellinata e scattata per bene perche’ raramente si poteva ripetere, d’altronde gli scatti erano limitati e nonostante cio’, non si sapeva mai se la foto sarebbe venuta bene oppure qualcuno sarebbe venuto con gli occhi rossi o chiusi.

Oggi mi sembra impossibile pensare una cosa simile, ma in alcune circostanze mi chiedo romanticamente se fosse meglio allora, oppure sia meglio oggi.

La stessa curiosita’ mi pervade quando in uno studio odontoiatrico allungo l’occhio e vedo un’assistente – o lo stesso Dottore – sviluppare a mano con acidi e acqua delle pellicole in cellulosa.

Ne vale ancora la pena utilizzare le pellicole tradizionali?
Esiste ancora il divario qualitativo tra le immagini analogiche e quelle digitali, oppure siamo ancora di fronte alla difficolta’ di taluni di affrontare i cambiamenti?

Scopriamolo subito.

La Radiologia Digitale

Se facessimo un breve sondaggio tra odontoiatri, ci renderemmo presto conto che la diatriba è ancora aperta e molto viva.

Possiamo suddividere la categoria in due tronconi: gli “early adopter” e i “tradizionalisti”.

I primi sono coloro che hanno acquistato la video-radiografia per primi nel territorio dove operano, per intenderci sono quelli che “…quando l’ho acquistato io i miei colleghi andavano a carbonella”.

Nonostante la tecnologia all’epoca non permettesse di fare delle diagnosi precisissime, loro in un modo o nell’altro riuscivano a lavorare sfruttando al massimo lo strumento perche’ dovevano dimostrare di essere piu’ all’avanguardia degli altri.

Dai che ti sei riconosciuto anche tu! Erano bei tempi di sicuro, ma purtroppo non ho avuto la possibilita’ di viverli per ragioni anagrafiche, pero’ ti confesso che ti invidio moltissimo.

…Gli altri, i tradizionalisti, invece erano tutto l’opposto.
Avendo visto le immagini che i sistemi di video-radiografia producevano allora, hanno deciso che non avrebbero mai acquistato un sistema del genere perche’ le immagini sviluppate attraverso le pellicole risultavano molto piu’ performanti sotto l’aspetto diagnostico.

Ma oggi, a distanza di 15/20 anni, chi ha avuto ragione?

Entrambi… o Nessuno dei due. Dipende dal punto di vista.

Senza dubbio 20 anni fa, la videoradiografia non era per tutti. Occorreva una buona cultura informatica (che non tutti possedevano), ottimo spirito di adattamento per digerire – e far digerire ai pazienti – il passaggio dalla pellicola allo spesso sensore, non per ultimo, servivano anche parecchi soldi.

Oltre a costare parecchio i sistemi di videoradiografia digitale, diciamocelo, erano abbastanza scomodi, i computer parecchio ingombranti e le immagini che ne scaturivano, per qualita’, non erano di certo paragonabili alle pellicole tradizionali.

Diciamo che l’ago pendeva leggermente dalla parte dei tradizionalisti.

Successivamente, con l’introduzione degli scanner ai fosfori, il divario e’ diminuito, ma se il tradizionalista si e’ fatto un’idea…. e’ difficile fargliela cambiare.

Nonostante gli anni, esiste ancora oggi qualche professionista che si ostina a ignorare le nuove tecnologie mantenendo intatto il proprio protocollo attraverso l’utilizzo della carta, perdendosi cosi’ tutti i vantaggi che una gestione digitalizzata comporta.

Ma nel 2015, la situazione reale qual è? Sto digitale conviene o non conviene?

Se parliamo semplicemente in termini di qualita’ dell’immagine endorale, possiamo tranquillamente affermare che il divario che esisteva qualche tempo fa, per molti aspetti si è azzerato.

Ovviamente se si acquista un Sensore in offertissima, magari fuori produzione e di una Marca poco conosciuta, ovviamente si corre il rischio che la nostra immagine radiografica perda alcune delle informazioni che possedeva con l’utilizzo delle pellicole.
Ma se ci si attiene a strumenti progettati negli ultimi 2 anni….. la qualita’ risulta quasi sempre piu’ che dignitosa.

Altra faccenda riguarda i panoramici.

La qualita’ è senza dubbio buona per molti strumenti, ma il grosso lo fa ancora l’operatore.
Posizionare il paziente per una panoramica non è semplice e non tutti sono in grado di farlo come si deve, per questo possedere un sistema di posizionamento faccia a faccia risulta piu’ efficace rispetto ad alcuni strumenti progettati per il posizionamento di spalle, con lo specchio. Questo spesso fa la differenza per immagini sempre focalizzate.

Se invece parliamo di strumenti che sono in grado di realizzare panoramiche eccellenti, quelli si contano sulle dita di una mano (e anche meno) e una di queste la trovi citata spesso in questo blog.

Dal punto di vista economico, se mi leggi da qualche tempo sai come la penso.
Puo’ sembrare un punto di vista di parte (e lo è), ma credo vivamente che il passaggio tecnologico va effettuato nonostante ci siano delle situazioni in cui risulta meno conveniente rispetto all’analogico.

Mi riferisco all’endorale. Se sviluppi 100 radiografie al mese, passando al digitale vai a pari; se ne sviluppi di piu’ addirittura ci guadagni.

E se ne faccio di meno?

Ci guadagni lo stesso in

  • Organizzazione

  • Pulizia

  • Tempo di sviluppo

  • Tempo nel ricercare vecchie immagini che non si trovano mai

  • Radiazioni per il paziente

  • Possibilita’ di fare molteplici copie (e analogamente cancellarle)

 

In Merito ai panoramici, invece, siamo in una fase storica in cui i prezzi di questi strumenti si sono abbassati di parecchio.
Di conseguenza mi sento di affermare – fino a prova contraria – che il 90% degli studi odontoiatrici che acquistano un Panoramico guadagnano (e non perdono) dei soldi sin dal primo mese di utilizzo.
Per approfondimenti su questo argomento ti consiglio di leggere questo articolo in cui ne parlo in maniera piu’ approfondita.

Saluti e alla prossima.

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